Sono (in ordine cronologico) una figlia, un'insegnante, una moglie e una mamma. Anzi, la mamma del Puzzolo, mica cotica!! E adesso sono anche una mommy blogger! E tanto, tanto altro... Bazzico in rete da un po' ma solo da poco ho sentito il bisogno di ritagliarmi uno spazio tutto mio. Un angolino in cui condividere con voi pensieri, ricordi, speranze ...e anche paure, in modo da esorcizzarle insieme!
Udite, udite! Io, il Puzzolo e il Papi (che non è quel papi...) siamo suDolce Attesadi novembre! Finalmente!!! L'attesa, in questo caso, non è stata dolcissima... ma ne è valsa la pena!
No, non ho avuto una geniale idea imprenditoriale, né ho scritto il più grande romanzo italiano ma...
...cos'altro potrò mai fare di più grandioso nella mia vita?
Ringrazio ancora una volta Giorgia Cozzaper questa bella opportunità, mi sono sentita accolta e sostenuta come nemmeno in terapia!
"Da qualche millennio è risaputo che la divinità condanna la prima donna a partorire con dolore. Da qualche millennio si spaccia questa notizia falsa. Non che manchi dolore nel parto, manca invece la malintenzione punitiva della divinità. In quel punto cruciale della storia sacra, da cui prende spunto la faccenda del peccato originale, la parola pronunciata nel giardino dice un'altra cosa.
Dice alla donna che partorirà con sforzo, o fatica, o affanno. Lo dice per constatazione, non per condanna.
[...]
Allora la divinità semplicemente avvisa la donna che partorirà con sforzo. Non avrà più l'agilità di gestazione e parto delle specie animali. Diventerà faccenda sempre più bisognosa di assistenza, fino alla stranezza nostra locale di fare oltre il trenta percento di parti con taglio cesareo.
[...]
Niente condanna al dolore di parto: la parola ebraica «ètzev», e i suoi derivati, vuol dire sforzo, o fatica, o affanno. Non è una mia lettura, una mia interpretazione. La parola «ètzev» ricorre sei volte nella scrittura sacra, quattro volte nel libro Mishlé/Proverbi, (5,10; 10,22; 14,23; 15,1), una volta nei Salmi (127,2) e una volta nel giardino. i riferimenti delle sei volte servono a poter verificare quello che sto per dire: cinque volte i traduttori vari rendono «ètzev» con sforzo, o fatica, o affanno, e una volta lo dirottano e lo traducono dolore. Con deliberata intenzione le traduzioni maschili qui inventano una volontà divina di punire la donna, di caricarle sopra il senso di colpa di un peccato originale da scontare con i dolori di parto. Sono invece una conseguenza meccanica dell'atto di nascita, non un castigo della divinità. [...]
Mi basta sapere che non c'è volontà divina di punire quella prima donna, vertice di perfezione, con un maligno dolore. Mi basta sapere che il dito/grilletto puntato dai pulpiti, tu donna partorirai con dolore, è scarico, senza mandante."
Tratto da "Le sante dello scandalo" di Erri De Luca, ed. Giuntina.
Siamo tornati! Il viaggio è andato bene, il cucciolo è stato il solito gioiellino (non a caso questo blog si chiama MamminaFortunata! ;)) m...
Gli imperdibili
Se vuoi acquistarli...
La mia libreria
La libreria del Puzzolo
Scambio banner
Blog amici:
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Le immagini inserite nei post, se non diversamente dichiarato, vengono prelevate dalla rete; qualora fossero coperte da copyright verranno immediatamente rimosse su richiesta degli interessati.