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giovedì 29 marzo 2012

AAA Medici preparati (e poco impiccioni) cercansi!!!

Ieri ho compiuto la mia buona azione quotidiana:
ho regalato 100 euro!
 
Ho cercato per mari e per monti un omeopata nella mia zona, ma dovete sapere che in certe parti del mondo è più facile trovare un igloo! Anche se abiti nell’afosa Sicilia!
 
Ad ogni modo, riesco finalmente a reperirne uno (una, per la verità) che lavora in una città limitrofa e che (e qui ho gridato al miracolo!) visita nella mia città una volta al mese.

Ve la faccio breve: domandine di routine sulla familiarità di certe patologie (e qui si è complimentata con mio figlio per i meravigliosi geni che gli avevamo trasmesso...entrambi i nonni sono diabetici, una serie di tumori nella famiglia di mia madre, infarti in quella di mia suocera, ipertensione sparsa qua e là, allergie varie, ecc...ecc...) e poi...

Dopo essersi sperticata in lodi e complimenti vari - con tanto di mani spellate e bandierine inneggianti – sul fatto che allattassi ancora, la luminare di turno ha motivato il suo entusiasmo dicendo che più a lungo avessi continuato maggiore sarebbe stato il giovamento che ne avrebbe tratto mio figlio. Peccato, però, che questa magnifica performance abbia avuto la vita più breve di una farfalla...

La tipa è infatti scivolata appena qualche minuto più tardi sentenziando che più avanti andrò (con l’allattamento) più difficoltà avrò a “staccarmelo”! E qui devono essere apparse sopra la mia testa le nuvolette con la faccina del mio ex pediatra favorevole all’allattamento ...nel Bangladesh! (E qui vi rimando ad un'altra esilarante visita...)

???

Ma come...non sarebbe stato il bambino più felice del mondo solo pochi istanti prima? Non aveva previsto per lui una vita invidiabile grazie a questa splendida mamma che si ritrova? Devo essermi persa gli ultimi aggiornamenti medici mentre gongolavo...povera illusa!
Dulcis in fundo, mi spiega che ormai è tardi per “toglierglielo” perché fa già caldo (sapevate che si “toglie” a febbraio o ad ottobre?) e che quindi se ne riparlerà dopo l’estate...

A parte questo (e un altro paio di scivoloni come l’occhiataccia di rimprovero misto a commiserazione alla notizia che il Puzzolo dorme ancora con noi...argomento quasi più scottante dei vaccini, a quanto pare!), ha prescritto al Puzzolo alcuni granuli per... il sudore!* O.o

Ora, vorrei proporvi un sondaggio: pensate che ci rivedrà?
O sono solo stata punta nell’orgoglio per le mie scelte genitoriali non condivise? A voi l’ardua sentenza...



* E per la fontanella ancora un po’ troppo aperta.

 A domani con il consueto appuntamento con i Venerdì del libro!!!

martedì 31 gennaio 2012

mercoledì 23 novembre 2011

My baby comes first!

Sì, avete ragione...non ci si comporta così! Se si prende un impegno lo si deve mantenere!

Questo post è il sequel della mia visione dell'allattamento al seno. E dico mia perché non voglio essere una di quelle mamme che allattano e si sentono migliori di quelle che non lo fanno. Questo post (e il precedente sullo stesso tema) nasce per chi vuole (fortissimamente vuole!) allattare il proprio bambino ma non sa che, al giorno d'oggi, in questa società a bassissimo contatto, non è facile come invece potrebbe (e dovrebbe!) essere*.

Ibu Robin Lim, l'ostetrica dai piedi scalzi, a tal proposito dice: "Una mamma che non ha allattato è una mamma che è stata lasciata sola". Ecco, in questo - forse - posso essere utile a qualcuno.

Non sono una consulente né un'esperta, sono solo una mamma che ha avuto la fortuna di incontrare le persone giuste e la tenacia di ricorrere ad esse (e di tapparsi le orecchie!) in un momento molto difficile. Ebbene sì, non si tratta solo di fortuna!**
Da qualche mese, quindi, ho deciso che non voglio più nascondermi per allattare, voglio abbattere questo muro di vergogna (ma per cosa poi???) e di pudore e pensare prima di tutto a mio figlio. My baby comes first! Per questo motivo chiedo scusa a tutti coloro che si sentiranno in imbarazzo nel vedere (di sfuggita, perché mica mi denudo in pubblico!) parte della mia mammella, ma non intendo cambiare l'ordine delle mie priorità.
My baby comes first!

Immagine gentilmente offerta dal sito: http://www.drmomma.org/

Vorrei approfittare dell'argomento per raccontarvi un simpatico aneddoto che riguarda la stessa adorabile bambina di cui vi ho parlato qui: stavo allattando Il Puzzolo "alla luce del sole" e, come accade solitamente in questi momenti, noto che ci osserva. Sua madre le spiega, allora, che stavo dando il latte a mio figlio e che anche lei, quando era più piccola, lo ha preso per qualche mese. A quel punto la piccola sorride e mi dice: "Anch'io ho le tettine!" E io comincio a sudare! Aiuto!!! Ora esce fuori il discorso che non è il caso che i bambini assistano a certe scene, ecc. ecc... ma, fortunatamente, non è quello che succede (sì, sono un pelino paranoica). Quando le dico che anche lei, quando sarà mamma, potrà fare lo stesso col suo bambino, mi risponde candidamente: "Ma io non ho quella maglietta!" ...

La maglietta in questione è, ovviamente, una di quelle specifiche per l'allattamento, perfette per i primi tempi di totale imbarazzo per chi non è abituata al topless (dopo un po' ci si abitua pure a quello e ti illudi che tuo marito veda anche quelle stangone in spiaggia come fossero mucche!). Sono scoppiata a ridere come una matta, per lei i miei capezzoli facevano parte della maglietta!!! ^.^

* Qui trovate un articolo molto divertente (se non fosse terribilmente vero) e, finalmente, corretta informazione!

**Consigli di lettura: A questo proposito, suggerisco Tutte le mamme hanno il latte di Paola Negri, ed. Il leone verde. Già il titolo dovrebbe destare la curiosità e la voglia di saperne un pelino di più sull'argomento.

mercoledì 28 settembre 2011

Cunta che ti passa

Ospito, con grande piacere, nel mio piccolo blog questo evento promosso da Donneconlegonne, in occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento.

Ringrazio Micòl per il gentilissimo invito.

 
Picasso, Maternidad, 1905.


Domenica 2 Ottobre - SAM 2011 Donneconlegonne presenta:
CUNTA CHE TI PASSA
La Via Del Cerchio e L’arte Dell’Attenzione Squisita
Giornata di introduzione al cerchio e condivisione

Cosa succede quando qualcuno ci ascolta veramente? Senza interruzioni, senza consigli, senza analisi, senza paragoni. Con rispetto e amore.
Forse non ci accade da tanto tempo e lo abbiamo scordato.
Succede che riusciamo a scaricare le nostre emozioni.Scavalcare i nostri schemi.Ritrovare noi stesse al di là delle strategie che abbiamo innescato per proteggerci delle ferite subite.
Succede che apriamo il cuore e ritroviamo lucidità di mente.
Succede che da sole troviamo risposta alle nostre domande.E ci sentiamo potenti.

Il cerchio, forma tradizionale di comunicazione e di gestione dei conflitti, assicura, se condotto secondo le ‘istruzioni originarie’, uno spazio rispettoso e confidenziale dove potere aprire il cuore.
Il cerchio guarisce.
La pratica del co-ascolto arrichisce questa esperienza dando la possibilità di ...portarti il cerchio a casa!!!

Evento rifiuti zero

Ore 10,00 Accoglienza
Ore 10,30 – 12,30 Cerchio grande con una mini sessione di coascolto
Ore 12.30 14.30 pranzo
14.30 15.30 sessioni di coascolto
16.00 – 17.00 cerchio di condivisione
17.00 eusarimento giochi, canzoni, storie...

Dove: Contrada Cugni di Cassaro 41, Cassibile Siracusa

Chi: Mamme in attesa, mamme che allattano, mamme che non allattano e ...tutti gli altri perchè imparino ad ascoltare e dare sostegno...

Cosa portare: cibo da condividere, le stoviglie che vi servono per consumarlo, un offerta per il luogo, stuoie o tappetini per il cerchio, una felpa se pensate di fermarvi fino a sera.

Cosa NON portare: plastica usa e getta.

martedì 2 agosto 2011

Ahi ahi che dolor!!!

Eccomi tornata...anche se non sono in gran forma! Ahi! Ahi!


Da qualche giorno ho un gran mal di schiena ma ieri mi sono proprio bloccata! Non riesco a stare seduta, sdraiata, in piedi, a testa in giù...e la mia testa dura si ostina a non voler interrompere l'allattamento (che stupida! E dire che in rete ho trovato così tanti consigli sul fatto che, smettendo, sarei rinata...), cosa che, evidentemente, non mi permette di fare tentativi farmaceutici a scapito di mio figlio.
Cosa fare allora? Prima di tutto sfogarmi con altre mamme (loro sì, Super!) che hanno cercato di aiutarmi in tutti i modi: consigli sui farmaci "sicuri e studiati" (ma, all'occorrenza, anche sui "sicuri" e basta), osteopata, massaggi shiatzu, arnica, e chi più ne ha più ne metta! Mi hanno anche segnalato il numero di telefono riservato ai problemi della compatibilità fra farmaci e gravidanza /allattamento (grazie mille Caterina, lo conoscevo già, è qui accanto).

Devo dire che mi sono quasi commossa...una trentina di messaggi tutti per me da donne che conosco "solo" virtualmente (no, qualcuna l'ho poi conosciuta anche realmente, vero Elisa?)! Grazie di cuore!!!!!


Ero sul punto di cedere e ricorrere all'autoipnosi quando ho chiesto alla mia guru (l'altra è a Parigi), che si occupa (anche) di psicosomatica, e... mi ha detto che il mal di schiena "ha a che fare con un senso di solitudine, di impotenza, di sentirsi responsabile della sofferenza di una persona amata, di avere fardelli troppo pesanti da portare, di non sentirsi abbastanza sostenuti, incoraggiati, di insicurezza materiale" ...direi che mi ha radiografata!!!

Il dolore non è ancora passato, ma ora ho un nuovo, interessante, punto di vista... ;)




N.B. Quasi tutti i farmaci passano nel latte materno, ma nella maggior parte dei casi, il neonato ne assume attraverso il latte una quantità molto bassa, che non comporta rischi di effetti indesiderati. Quindi, raramente l’assunzione di farmaci richiede la sospensione (temporanea o definitiva) dell’allattamento. Se hai dubbi rivolgiti al numero
800883300

Gli specialisti tossicologi dell'Istituto Mario Negri
rispondono 24 ore su 24.

Consigli di lettura: A proposito di medicina psicosomatica, vi segnalo Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio di Claudia Rainville, Amrita Edizioni.

martedì 5 luglio 2011

"Io sono a favore dell'allattamento! Ma..."

Chi mi conosce sa quanto io sia timida. E il mio approccio con l'esperienza dell'allattamento non mi ha aiutato ad avvertire immediatamente questo gesto come naturale. Eppure lo è!
Perché mai dovrebbe esserlo solo per le mucche o le cagnette? Perché se dico a mio marito di aver assaggiato il mio latte ricevo una smorfia di disgusto? Non dovrebbe reagire così se mi trovasse ad assaporare il latte di un altro animale? E invece no. La società ci ha così "corrotti" che troviamo naturale ciò che non lo è e innaturale ciò che invece dovrebbe esserlo.
Per questo, e anche perché adesso io e mio figlio non abbiamo alcuna difficoltà ad "attaccarci" in meno di un secondo (quando i primi tempi avevamo bisogno di silenzio, solitudine e un manuale di istruzioni per l'uso!), ho deciso che dovevo fare qualcosa per aiutare tutte quelle mamme che vogliono, vogliono, fortissimamente vogliono allattare il proprio piccolo!




Maitena


Oltre ad allattarlo ovunque (finalmente!!), sto cercando con tutte le mie forze di incoraggiare un paio di amiche in attesa e rispondere alle loro domande.
Mi sono sperticata in consigli lunghi come romanzi implorando entrambe di non cedere alle difficoltà iniziali. Poi mi sono ricordata di un post di Claudia e mi sono scoperta una "talebana del capezzolo"!!
Tralasciando questa orribile definizione, mi sono resa conto che mi stavo comportando esattamente come odio che si comportino con me certi dispensatori di consigli non richiesti (e non graditi!)...ma non riuscivo a frenarmi!
Una delle due, la più prossima all'evento, mi ha parlato di ostetriche e pediatri "favorevoli all'allattamento"...certo! Li conosco, lo sono tutti, finché...


La mia esperienza iniziale con l'allattamento è stata a dir poco disastrosa. Mio figlio non ha mangiato per 5 giorni (nulla!) ma in ospedale dicevano che era una mia impressione, che anche una goccia di colostro per lui era mangiare. Insomma, a nemmeno 12 ore dal parto mi sono sentita dare della pazza visionaria! Poi mi sono decisa a contattare una consulente...


Questo post non era partito come un racconto delle nostre difficoltà iniziali, ma come un piccolo sassolino nel lago dell'indifferenza e dell'ignoranza (nel senso letterale del termine). Perché non voglio credere che certi consigli (comincio a odiare questa parola!!) provengano da secondi fini...



To be continued...

Consigli di lettura: In attesa del sequel, vi segnalo questo librino di facile lettura ma di grande utilità "Allattamento Materno. Tutto ciò (o quasi) che bisogna sapere" di Claude Didierjean Jouveau, ed. Coleman.

giovedì 23 giugno 2011

È nato prima il ciuccio o la tetta?

La domanda ricalca l'annosa questione "è nato prima l’uovo o la gallina?"... ma la risposta, in questo caso, sembra essere scontata. Invece non lo è.
Ieri sera, dopo aver appreso la felice notizia che la piccola Alma è finalmente tornata tra le braccia di mamma Habiba, ho trovato un articolo sui motivi per i quali le due erano state separate. Mi si è accapponata la pelle!
Tra questi c'è l'assurda accusa di aver creato nella bimba la confusione di considerare - e utilizzare - il seno "come un ciuccio o un gioco" (anche a me è stata più volte rivolta la frase "Tuo figlio ti ha scambiato per un ciuccio!", come se il seno fosse un surrogato del ciuccio e non viceversa) ...e più procedevo nella lettura dell'articolo, più non riuscivo a credere ai miei occhi: Habiba ha sempre agito, istintivamente, come meglio non avrebbe potuto per il bene della sua bambina. Ma questo fortissimo istinto materno è costato caro a lei e alla piccola Alma!

Nel mio piccolo, anch'io ho vissuto la straziante separazione da mio figlio per due interminabili (miseri, al confronto con questa triste storia) giorni e il dolore, vi assicuro, è lancinante!

Per questo credo che sia necessario aderire a certe iniziative per sradicare una cultura che ci chiede insistentemente di delegare il nostro compito di genitori a oggetti (box, sdraiette...) o terze persone (baby sitter, asili nido...)*. Non si tratta solo di trasmettere la cultura dell'allattamento di durata normale, ma di prendere coscienza delle nostre competenze genitoriali, se non turbate da interferenze esterne. Si tratta di riconoscere e assecondare il bisogno (e non il vizio!) di contatto che ogni cucciolo, a qualsiasi specie o cultura appartenga, ha. E il desiderio (leggasi diritto), sacrosanto, di ogni mamma di amare incondizionatamente i propri figli.


Questa tenerissima immagine rinfranca i cuori di tutte noi... perché Todas somos Habiba!


Consigli di lettura: "E se poi prende il vizio?" di Alessandra Bortolotti, ed. Il Leone Verde (collana Bambino Naturale).



* Alla difficoltà di conciliare il ruolo di madre (e padre) con quello lavorativo in realtà come la nostra, voglio dedicare un post a parte.

venerdì 6 maggio 2011

Svezzamento a richiesta...del pediatra!

Allora...ieri siamo stati dal pediatra per la visita di controllo. Avrei dovuto farla il mese scorso (il papero ha quasi 7 mesi) ma, vile, temevo di affrontare la sua ira funesta perché non avevo ancora cominciato lo svezzamento. Così...oggi sarà ancora più iracondo visto che è passato un altro mese e non è cambiato nulla nella dieta del papero!

Comunque, torniamo al nostro racconto. 
Io tremo ancora per il nervoso, meno male che un'amica (moooolto competente sul tema) si è fatta delle grasse risate (l'ho chiamata immediatamente appena fuori dallo studio medico!) ridimensionando il tutto.

Vi risparmio l'intera visita fatta di pianti isterici del papero (per inciso, non piange mai!! Nemmeno durante la cascata d'acqua che gli è piovuta in testa durante il Battesimo!) - che, a detta del dottore, sono un bene perché significa che...non è autistico!!! - e vi offro solo delle piccole chicche: "Signora, suo figlio prende solo latte materno?" E io, fiera: "Sì!" Lui: "Eh (smorfia di disapprovazione), allora bisogna cominciare con quello artificiale!" Io guardo mio marito, precedentemente istruito a tacere sull'argomento, e annuisco. Poi chiedo (ci provo!) "Ma perché devo dargli il latte artificiale se ho il mio?" Lui mi guarda incredulo e poi risponde: "Perché a un certo punto bisogna svezzarlo!" (Uhm...) Io: "Ma l'OMS non dice di allattare almeno fino ai due anni??!" Lui (sempre con gli occhi sbarrati di chi non si capacita di venire contraddetto), dopo qualche attimo di esitazione: "In Bangladesh! Noi siamo in Bangladesh?" Io: "Ah, non sapevo che ci fosse questa precisazione nel comunicato dell'OMS..."
Poi, dopo aver timidamente aggiunto che sapevo che il latte materno si modificasse in base alle necessità del piccolo, si rende conto (forse) di aver detto una castroneria (illusa!!!) e cambia tono: "Allora signora, qui ha la dieta del bambino*: minestra e bla bla bla, se proprio ci tiene continui col latte materno ma per il frullato deve comunque aggiungere il latte... a meno che non voglia tirarselo..." Io: "Nooooo, certo!" "E comunque, signora, se vuole continui pure a dargli il suo latte (precisazione: MAI in sostituzione della minestra delle "ore 12" se la rifiuta, altrimenti non l'accetterà mai!!!) ma sappia che così sarà più difficile abituarlo al biberon!"...


Io sono ancora senza parole...ah, mi ha pure dato l'acido folico perché è pallido...nonostante io gli abbia comunicato che sono portatrice sana e che convivo pacificamente col mio (s)colorito da sempre! Possibile che lo sia anche mio figlio? Ma forse ora sto esagerando...


*La dieta comprende 4 pasti: alle ore 7, 12, 17 e 22.
Il primo pasto prevede il latte artificiale, poi la minestra, nel pomeriggio il frullato e poi di nuovo latte artificiale!


Consigli di lettura: Dal mio primo post mi sono fatta una cultura in materia, per cui vi (ri)suggerisco Svezzamento e Allattamento di Jack Newman e Grazia De Fiore, ed. Coleman, e poi Il mio bambino non mi mangia di Carlos Gonzàlez, ed. Bonomi, Io mi svezzo da solo! di Lucio Piermarini, sempre della Bonomi, e per chi vuole saperne di più sull'argomento specifico del post, Sapore di mamma di Paola Negri, ed. Il Leone Verde (collana Bambino Naturale).

giovedì 28 aprile 2011

Vietato allattare in pubblico!

Inoltro dal blog Mamma Mia di Juliet Linley: Una mamma che allattava suo figlio in un pub di Londra è stata buttata fuori dopo essersi sentita dire che "le persone stavano mangiando"...

Che dire...non sono sorpresa, purtroppo, ho già letto notizie del genere.

Ad agosto, ad esempio, l’allontanamento di una mamma intenta ad allattare il proprio bambino nel museo del Prado, ha ricevuto la solidale reazione di un gruppo di giovani donne madrilene, le quali hanno deciso di rivendicare il proprio diritto di allattare in pubblico occupando i divanetti del museo in compagnia dei loro piccoli affamati.
In Italia, per lo stesso motivo, una giovane romana veniva cacciata da un bar (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/31/cacciata_bar_allattava.shtml) e lo stesso è successo ad una madre bergamasca che è stata invitata a nascondersi dal direttore dell'albergo a quattro stelle di Madonna di Campiglio in cui la signora soggiornava (http://qn.quotidiano.net/2009/07/28/211110-allatta_seno_figlia_albergo.shtml).
Tutto ciò nonostante non esista alcuna legge che impedisca di scoprire il seno in pubblico per allattare (aggiungerei che alcuni décolleté mostrano molto di più!).

Ma il colmo dei colmi è quanto sto per raccontarvi: all’esame per diventare consulente professionale in allattamento materno non è permesso allattare il proprio figlio!!


È quanto è successo a Chiara Pozzi Perteghella, che nel suo sito racconta l'assurda vicenda: http://www.farmaciapozzi.it/index.html (ripresa anche dal New York Times: http://parenting.blogs.nytimes.com/2010/07/27/no-breastfeeding-allowed/).

Io stessa sono stata "vittima" di una discriminazione simile in un ristorante giapponese (che di giapponese, però, aveva solo i nomi delle pietanze!) e gentilmente invitata a recarmi al piano superiore del locale dove ho trovato ad attendermi polvere e calcinacci. La motivazione è stata la stessa ricevuta nel pub londinese. 

È difficile stabilire se si tratti di singoli episodi o del sintomo di un’intolleranza (o semplice ignoranza?)  diffusa. Certamente, si tratta di un’occasione per riflettere su quanto l’allattamento al seno sia ancora così poco diffuso. Per lo meno nell'immaginario collettivo.
A questo proposito mi viene in mente un'immagine dolcissima di un'adorabile bimba di neanche tre anni, figlia di amici, che, mentre allattavo il mio piccolo in un locale pubblico il giorno di Pasquetta, mi si è avvicinata incuriosita, ha spostato una sedia per poterci salire sopra e ...guardare meglio cosa stesse succedendo.
Continuava a guardare lui e poi spostare il suo sguardo su di me. La cosa più bella è stata notare, dopo che mi ero lasciata distrarre dagli altri bimbi che giocavano allegri sotto il tavolo accanto a noi, che la piccola aveva preso la mano di mio figlio e ci giocava teneramente al posto mio...

Simili notizie sono in netta controtendenza rispetto alle mirabili iniziative della Provincia di Milano, dove si stanno diffondendo i cosiddetti Baby pit stop*!
Si tratta di aree allestite all’interno di un esercizio o spazio pubblico (bar, farmacia, ristorante, supermercato, biblioteca, università, stazione, ecc), dove è possibile allattare e cambiare il pannolino dei nostri bimbi indisturbate. E, aggiungerei, senza destare un simile scalpore!



*A Milano il primo baby pit stop è stato aperto presso la clinica Mangiagalli l’ottobre scorso, ma molti altri sono già in funzione (recentemente a Magenta e ad Abbiategrasso) o stanno per partire. 


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